Tempo di scegliere le attività extrascolastiche

Ottobre, tempo di stivaletti per la pioggia, di foglie secche davanti al cancello dell’asilo, di colle che son già da ricomprare e soprattutto tempo di scegliere le attività extrascolastiche. Le borse delle mamme straripano di volantini scambiati fuori da scuola come figurine Panini, celo celo mi manca e parte il turbinio delle lezioni prova.

Ogni genitore ha la sua politica: ci sono quelli che il nuoto è lo sport più completo perché così gli veniva detto da piccoli, quelli che deve fare danza perché è troppo sgraziata e quelli che deve fare danza perché è molto portata.
Poi ci sono quelli che aspettano di capire dove vanno gli amichetti dei figli, possibilmente quelli con le mamme simpatiche o i papà affascinanti che anche lo spogliatoio ha la sua importanza. Ci sono quelli maschio ergo calcio e quelli che si distinguono perché hanno iscritto il figlio al corso di campana tibetana. Del resto l’offerta è varia e ogni attività viene presentata con obiettivi che sembrano imprescindibili. Per non parlare della difficile impresa di combinare il judo, le riunioni in ufficio, la scuola circo e la dialisi della nonna della baby sitter.

Ecco dunque qualche indicazione per non perdersi: La regola aurea da ricordare è che le attività extrascolastiche devono essere prima di tutto un piacere, l’anno è lungo e le attività vengono dopo una giornata di scuola e di lavoro e trasformarle in una estenuante lotta alla sopravvivenza è il modo migliore per far odiare quello che dovrebbe essere utile allo sviluppo del bambino.

Definire l’obiettivo
Se si vuole far sì che le attività extrascolastiche siano un’esperienza formativa è importante chiedersi quali sono i bisogni del proprio bambino. Vincere una paura, imparare a collaborare, acquisire sicurezza, possono essere alcuni elementi da valutare, magari chiedendo a insegnanti e allenatori in che modo l’attività proposta può essere utile al fine che ci si prefigge.

Interessi o indole
Seguire gli interessi del bambino più che l’indole. Magari vostro figlio canta come Maria Callas e palleggia come Maradona, ma non sarà mai l’erede di nessuno di questi se non prova interesse e passione per quello che gli viene proposto. Allo stesso modo potrà essere felicissimo di segnare solo un gol a stagione se giocare a pallone è ciò che lo entusiasma. Proiettare sui figli aspettative e valutazioni da genitore non li salverà dalle frustrazioni con le quali è necessario che imparino a confrontarsi. Inoltre sperimentare le difficoltà e provare a superare dei propri limiti diventa risorsa per imparare a risolvere i problemi e a conoscere qualcosa di sé e delle proprie capacità.

Portarli in biblioteca infine rimane sempre un’ottima scelta per trascorrere del buon tempo di quiete, di vicinanza e di scoperta da trascorrere insieme adulti e bambini. Per questo, a proposito di attività extrascolastiche consigliamo a grandi e piccoli la lettura di Corri Andrea! di Tibo e St. Aubin edizioni Il castoro.

*Simona*

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