Nei panni degli altri…

Alla casa sull’albero abbiamo un baule dei travestimenti. Un enorme baule in cui i bambini si tuffano come avessero trovato il tesoro dei pirati.
Tirano fuori i vestiti per cercare ciò che più gli piace e nel buttare tutto all’aria saltano fuori il vestito da pompiere, quello da damigella, il tutù da ballerina e una serie di altri costumi mischiati a tutti i rimasugli degli armadi di Sara, Isa e mio.
Essendo la cosa più pesante rimangono sempre in fondo loro: le ambitissime décolleté rosso vernice col tacco. Tutti le amano e possiamo dire che almeno la metà dei bambini che è passata da noi le ha indossate e ci ha fatto almeno un giro.
Quando a indossarle è una bambina si leva un coro di apprezzamenti meravigliati, complimenti per l’eleganza e battute sul fatto che la figlia cammina con i tacchi meglio della mamma.
Quando invece le indossa un maschio le reazioni di solito sono di vario tipo: a volte ci sono i genitori turbati, che timidamente con la gocciolina di sudore alla tempia rimbrottano il figlio dicendo che quelle scarpe non sono un gioco per lui, solo un paio di volte è capitato qualche papà più sfacciato che in modo fintamente scherzoso ha intimato al bambino di togliere i tacchi con commenti che non stiamo a riferire.
Poi ci sono tutti gli altri genitori, la maggior parte, che sanno che indossare indumenti tipicamente del genere opposto non modifica l’identità sessuale del figlio (casomai può essere vero il contrario ma in questo caso impedirlo non serve a nulla se non a mettere a rischio il suo benessere futuro).
Però anche in questi casi la reazione spesso è di presa in giro, di grande ilarità, di scherno. Tutto fatto in buona fede, magari trascinati dal fatto di essere in compagnia di altri amici genitori.
Eppure noi adulti dovremmo essere attenti anche a questo tipo di reazioni. Un giorno quel bambino sarà adulto e magari sarà un adulto diverso da come lo immaginiamo ora e come genitori non vorremmo ricordarci di averlo preso in giro per la sua identità di genere o che venga preso in giro da altri per questo ma nemmeno che si senta in diritto di prendere in giro qualcuno per lo stesso motivo.
 
Lasciamo che i bambini crescano e si conoscano in pace.
* Simona *

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