Io ti amoro. Sappiamo parlare d’amore ai bambini?

C’è una cosa che i bambini non sanno fare, un’incapacità invidiabile che ahimè crescendo si perde ed è l’incapacità di definire ciò che è astratto. Se chiediamo ad un bambino cos’é l’amore ci risponderà usando rappresentazioni concrete di ciò che per lui lo simboleggia, quelle immagini spesso poetiche, a volte ingenue, quasi sempre parziali ed incredibilmente profonde che spesso ci fanno intenerire e sorridere.

Ricordo che da bambina per me l’amore era mia nonna che mangiava solo croste di pane per lasciare a mio nonno, che portava la dentiera, la parte morbida di ogni fetta. Oggi che sono adulta non saprei trovare una definizione altrettanto calzante, perché poi cresciamo e per spiegare cose intangibili cerchiamo definizioni che racchiudano in sé tutto ciò che sappiamo su di esse.

Ma ci sono cose di cui nessun adulto sa tutto ciò che si può sapere. Ci sono cose che i bambini imparano realmente solo vedendole e vivendole, ci sono cose per cui le spiegazioni non sono necessarie. L’amore è una di queste.

A tre anni i bambini vogliono sposare la mamma e le bambine il papà, a quattro anni mio figlio vuole sposare il suo migliore amico, a sette anni ci sono bimbe che non riescono a tenere il conto dei loro innamorati e bambini che fanno versi di disgusto quando vedono i genitori baciarsi.

Ciò che è realmente formativo è che tutte queste cose sono lecite e giuste perché l’amore da bambini non ha le regole e le convenzioni che spesso acquisisce mano a mano che si cresce.

A volte come genitori si rimane spiazzati di fronte alle richieste dei propri figli o allucinati dai racconti di intrecci amorosi che sembrano la sceneggiatura di Beautiful. Altre volte ci si trova divertiti dalla leggerezza e dall’ingenuità con cui i bambini sanno avvicinarsi e allontanarsi ad ogni suono di campanella oppure commossi di fronte al legame speciale che accompagna alcuni fin dall’asilo.

In realtà sui temi riguardanti i sentimenti, dove le verità e le necessità assolute sono pochissime, i bambini e le bambine hanno molto più bisogno di porsi delle domande che di avere delle risposte perché attraverso quegli interrogativi sapranno guardarsi intorno e leggere la realtà che li circonda in modo che possano capire ciò che li rende felici insieme a qualcun altro. Non credo serva altro per capire l’amore.

Certamente alle domande dirette ogni adulto può rispondere secondo la propria esperienza ma dobbiamo stare molto attenti a lasciare ai piccoli la leggerezza e la possibilità di adattare la nostra esperienza a sé e aiutarli a riflettere su ciò che le esperienze vissute significano per loro.

Bandite le adultizzazioni e i significati con cui i grandi sono bravissimi a complicarsi la vita di coppia, ma anche lo scherno e la ridicolizzazione di ciò che è invece una cosa molto significativa e coinvolgente anche da bambini.

Poi ogni bimbo troverà le sue risposte in una fetta di pane senza crosta o in uno sguardo o chissà.

Esiste un libro che fa tutto questo con dolcezza e profondità, attraverso le parole leggere e profonde e le immagini evocative di Rebecca Dautremer, L’innamorato fa entrare in un mondo di domande ed interpretazioni buffe e poetiche che risuoneranno in modo diverso nel cuore di ognuno, così come diversa è l’esperienza d’amore che ognuno porta con sé crescendo.

*Simona*

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